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La nostra bacheca
CHIUSURA PER FERIE NATALIZIE
2013-12-29 19:35:10

Informiamo che le nostre librerie rimarranno chiuse per le ferie natalizie e per l'inventario dal 24/12/13 al 6/1/14 compresi. Riapriranno martedì 7 gennaio con il consueto orario. Pertanto le spedizioni per tutto il periodo indicato NON VERRANNO EFFETTUATE.

PRESENTAZIONE LIBRO
2013-12-02 12:45:57

Martedì 10 dicembre 2013, ore 17:30 presso il Caffè Letterario - Università Iulm

Presentazione del volume di Alessandro Bruciamonti

L’università italiana tra ricerca e innovazione, Metauro Edizioni

Intervengono:

Graziella Aquino, Bruno Mondadori Editore

Paolo Giovannetti, Università IULM Milano

Roberto Moscati, Università di Milano-Bicocca

CHIUSURA PER FERIE
2013-07-30 13:17:17

Informiamo che le nostre librerie rimarranno chiuse per ferie dal 1° agosto al 1° settembre 2013 compresi. Riapriranno lunedì 2 settembre con il consueto orario. Pertanto le spedizioni per tutto il periodo indicato NON VERRANNO EFFETTUATE.

Salone dello studente a Superstudiopiù
2013-03-18 12:30:17

 

Il Salone dello Studente di Milano 2013 vi aspetta dal 19 al 20 Marzo al Superstudio Più di via Tortona, 27.
Come raggiungerci:
METRO: Linea verde M2 P.ta Genova o S. Agostino
TRAM: 14, 29, 30
BUS: 47, 59, 68, 74, 90/91
AEROPORTO LINATE:Autobus 73 fino a San Babila + Linea Rossa MM1Cadorna + Linea verde MM2 P.ta Genova o S. Agostino
AEROPORTO MALPENSA: Treno Malpensa Express fino a Cadorna + Linea Verde MM2 P.ta Genova o S. Agostino

www.salonedellostudente.it

 

Spregelburd e Ronconi al Piccolo
2013-02-07 19:12:37

 

L'INTERVISTA

Sotto il segno del panico globale 
Ecco gli ultimi giorni del mondo

Spregelburd: «Racconto il potere esercitato attraverso la paura»

«A Buenos Aires chi non è uno psicoanalista è un teatrante» assicura Rafael Spregelburd ricordando le quattrocento sale teatrali della capitale argentina. Lui, avventuriero di professione dei meandri dell'anima, ha scelto il teatro. Come mezzo per ricreare il presente secondo altri criteri. Magari secondo un'altra etica. Ispirato da un quadro di Hieronymus Bosch, i Sette peccati capitali , il quarantaduenne drammaturgo si è inoltrato in una riscrittura dei mali d'un mondo terminale, in preda al caos, senza più cause né effetti. Sette testi per i sette vizidegli ultimi giorni dell'umanità. Un'Eptalogia grottesca e visionaria che Luca Ronconi sta dipanando sulle scene del Piccolo Teatro. Così, dopo La modestia allestita l'anno scorso, dal 15 gennaio sarà la volta del secondo «vizio», Il panico.
Tre storie concentriche, nere, ironiche, surreali, secondo quella cifra stilistica sudamericana che al cinema trova i suoi corrispettivi in registi come Alejandro Gonzáles Inarritu e Guillermo Del Toro. Ne Il panico difatti tutto ruota attorno a una chiave misteriosa, a un morto che non sa di esserlo e a dei vivi così impegnati in troppe cose da non rendersi conto di quel che accade.

Rafael Spregelburd (foto Sebastián Freire), nato a Buenos Aires nel 1970Rafael Spregelburd (foto Sebastián Freire), nato a Buenos Aires nel 1970
Tutto questo scatena il panico... Cosa significa per lei questa parola?
«Il panico per me è la traduzione moderna del peccato dell'accidia, inteso nel significato che gli dava la Chiesa antica. L'accidioso ai tempi non era un fannullone, ma un poveraccio che non era in grado di leggere una Bibbia scritta in latino. E quindi si doveva affidare ai traduttori accreditati, i sacerdoti, che la usavano come strumento di dominio e indottrinamento, da padroni unici della Verità. Ho deciso di conservare quel tema pittoresco e sostituire l'accidia con il panico, ovvero il potere esercitato attraverso la paura. Religione e superstizione sono molto simili in tal senso: l'inosservanza dei loro riti produce terrore. La mia opera si allontana dal problema teologico (o non tanto?) per concentrarsi su un tema chiave di oggi: la paura della morte».

 

Tema eterno, molto frequentato da ogni artista.
«Sì, perché sfugge alla ragione ed è l'ombra di fondo che dà un senso a quel che facciamo. Ma della nostra non sappiamo nulla, gli unici segnali ci arrivano da quella altrui. Nessuno dei miei personaggi la guarda in faccia, tutti sono impegnati nelle loro sciocche attività. Ho cercato di costruire un racconto sulla trascendenza attraverso frammenti di banalità. Raccontare il mito di Orfeo, ma stavolta con i Teletubbies. Nel mio teatro i rifermenti alla cultura "alta" convivono sempre con gli abissi più agghiaccianti della cultura di massa, del pop».

Nel suo testo morti e vivi coesistono, si sfiorano senza mai riconoscersi. Non c'è confine tra i due mondi?
«Ho scritto Il panico in piena crisi finanziaria argentina e lapièce ha debuttato nel 2003 quando a Buenos Aires circolavano pezzi di carta al posto delle banconote. È un'opera attraversata dalle ombre di un Paese scomparso. Quando gli argentini guardavano lo spettacolo credo pensassero: il nostro Paese è morto e con esso i nostri progetti e speranze. Un atteggiamento nichilista, ma in realtà questo è uno dei miei testi più comici. Riconoscere che un intero Paese ha fallito, ammettere che abbiamo toccato il fondo, che non siamo altro che fantasmi, può essere la molla per una nuova partenza. Ma forse questa è solo una favola delirante, dove i vivi hanno il terrore dei morti e i morti non sanno di esserlo».

Ancora una volta il mito di Orfeo. 
«Nella mia pièce è Seth, un dio egizio. Innamorato di una donna, tenta disperatamente di salvarla dalla morte. Gli dèi si oppongono, ma gli concedono la chiave del mondo dei morti con cui potrà andare a trovarla. Nessuno dovrà scoprirla, e così Seth, il dio del linguaggio, non trova di meglio che nasconderla tra mille parole. Che non significano nulla, ma sono lì solo per occultare la chiave. Di tutti i tentativi di definire la funzione dell'arte, questa favola incerta è finora quella che mi ha dato più soddisfazione».

Cosa la affascina tanto del teatro?
«Il teatro propone uno straniamento del reale, apre a categorie di pensiero che la ragione è solita ignorare. È illusione, menzogna metafisica per esprimere un'altra forma di verità. Mette sotto scacco la ragione, si fa gioco della logica e dell'utilità. Andare a teatro non dovrebbe essere un modo per commentare la realtà ma per crearne una diversa, più intensa e complessa. Il teatro è la sintesi e la parodia di tutte le altre strade della conoscenza, dalla scienza alla filosofia alla politica. Per questo è affascinante e infinito».

 

 

In alto un momento delle prove de «Il panico» (foto Luigi La Selva)

 

 

Questo è il suo secondo «peccato» messo in scena da Ronconi. Che rapporto si è stabilito tra voi?
«Ronconi è uno dei pochi veri maestri di oggi. Quando mi ha elogiato al Festival della Mente di Sarzana mi è venuta la pelle d'oca. E ora, se mi assale l'angoscia della pagina bianca, mi ripeto: "Attento ragazzo, Ronconi ha messo gli occhi su di te". E mi sento meno incapace. Purtroppo non ho potuto assistere alla messa in scena de La modestia ma verrò per il debutto de Il panico. Il suo lavoro aggiunge alle mie pièce un elemento straordinario: quello del grande formato. Rispetto al teatro di Buenos Aires, il Piccolo ha una autorevolezza, una struttura artistica e tecnica ben più importanti. Al Piccolo le mie opere si vestono di gala».

Anche l'Italia oggi sta attraversando una grande crisi. Che funzione pensa abbia per un Paese? 
«Si parla di crisi intendendo solo quella economica. Il denaro occupa ingiustamente il luogo della comunicazione globale. Ma non credo che la crisi italiana somigli a quella argentina. Quella dell'Europa è la crisi dei suoi organismi finanziari, i grandi nemici del bene comune. L'Europa è un continente colonialista: non solo ha saccheggiato le periferie del pianeta, ma impone anche agli altri Paesi il suo modello. La ricchezza è mal distribuita ovunque, le crisi aprono nuove crepe su questa realtà scandalosa e la rimettono in discussione. Ma per una soluzione duratura occorre un cambiamento mondiale. Il modello che associa il progresso al consumo deve finire se vogliamo continuare a vivere su questo pianeta. Al momento, la crisi mostra solo il suo lato negativo: molti perderanno il posto di lavoro, la speranza, la pazienza. L'importante sarà organizzare il dopo».

Giuseppina Manin9 gennaio 2013 (modifica il 10 gennaio 2013)© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per chi volesse approfondire citiamo l'opera a cura della casa editrice UbuLibri:



Eptalogia di Hieronymus Bosch

A cura di Manuela Cherubini

Milano, Ubulibri, pp. 208, € 21,00
ISBN 978-88-77483-17-1
 
 
 
 

Rafael Spregelburd, argentino classe 1970, è artista eclettico – drammaturgo, regista, attore, traduttore, cineasta. Egli inizia i suoi studi come attore, ma fin da subito si dedica anche alla scrittura. A 40 anni è autore di più di trenta opere teatrali, tradotte e rappresentate in Sud America, Stati Uniti ed Europa. I suoi testi sono stati tradotti per molte nazioni europee, riscuotendo un grandissimo successo, anche in termini di messa in scena, concretizzatosi in una quantità eccezionale di premi vinti da ogni singolo dramma (tutti elencati nel colophon a ciascun testo). Oggi, grazie a Ubulibri, è possibile leggere in italiano l’intera Eptalogia di Hieronymnus Bosch, la maggiore impresa drammaturgica di Spregelburd. I due volumi sono introdotti da due saggi: unaIntroduzione di Manuela Cherubini – curatrice del volume e traduttrice dei testi insieme ad Antonella Caron – e una Nota dello stesso Spregelburd, recuperata dalla prima edizione dell’Heptalogía(Buenos Aires, 2000) e tradotta per l’occasione.

 

Le sette opere (L’InappetenzaLa StravaganzaLa ModestiaLa StupiditàIl PanicoLa ParanoiaLa Cocciutaggine) sono state composte tra il 1996 e il 2008 e traggono ispirazione da La ruota dei sette peccati capitali (1500-1525) di Hieronymus Bosch (1450 ca.-1516 ca.). Ogni testo è indipendente e in sé concluso, ma è collegato a tutti gli altri da sottili richiami intertestuali, di modo che «ciò che è orpello e puro gusto per il dettaglio in uno, si ritrova in un’altro come centro e sostanza» (p. 9). Questa rete di riferimenti risponde ai dettami scientifici della “Teoria della Complessità”, che studia i sistemi complessi e i fenomeni ad essi collegati, cui la struttura del lavoro è intenzionalmente debitrice. È quanto riconosciuto dallo stesso Spregelburd: «Mi pongo come orizzonte l’incompiutezza. Un sistema di opere che si danno voce e si richiamano, un ordine che si riferisce a se stesso tramite un’intricata rete di grammatiche e riferimenti incrociati, nascosti sotto la pelle del linguaggio» (p. 14).

 


Hieronymus Bosch, I sette peccati capitali, (1500-1525)
Madrid, Museo del Prado

 

Il progetto ha portato alla stesura di opere finalizzate alla rappresentazione della dissoluzione della morale moderna, nello stesso modo in cui le immagini di Bosch avevano fotografato quella del mondo medievale a lui coevo. I testi sarebbero dovuti essere snelli e sintetici: l’idea era di rappresentarli contemporaneamente in sette teatri diversi di una medesima città, oppure metterne in scena uno al giorno, per una settimana. In realtà, dopo L’inappetenza e La stravaganza, la sinteticità è venuta meno e l’intenzione si è adattata alle necessità di ogni dramma e a quelle del periodo in cui esso veniva composto (ricordiamo ancora la lunga gestazione dell’intera opera). Questo perché il dogma supremo della concezione spregelburdiana è la creazione di opere viventi, che raccontino la vita nella sua estrema complessità – come insieme, appunto, di “Sistemi Complessi”. In questo senso i dettami-guida della scrittura drammatica classica (rappresentazione, racconto, costruzione dei personaggi, rappresentabilità…) sono elusi per dare maggiore spazio alla fisiologia del dato umano.

 

La volontà di riflettere sui peccati della società contemporanea si concretizza in una corrispondenza interna precisa tra i peccati dipinti da Bosch e quelli scelti da Spregelburd stesso. Lo slittamento semantico e concettuale tra l’allora e l’adesso e il senso umoristico-parodico che pervade i drammi dell’Eptalogia sono ben esemplificati dai titoli, che non si riferiscono evidentemente ai peccati capitali di cristiana memoria, ma a quelli di una società che ha perso i contatti con la realtà; di un mondo che procede a velocità vorticosa verso il suo domani, senza soffermarsi sull’oggi, e in cui l’uomo perde la possibilità di comprendere l’adesso, dal momento che vive già nell’altrove. Così alla lettura, emerge sempre, prima o poi, un angolo buio, un afflato di inintellegibilità, che, illuminato per un attimo impercettibile, lascia la frustrazione di una impossibile decriptazione. E questo è, appunto, il dizionario perduto, «il discorso più ferocemente politico dell’opera» (p. 11).

 

La nostra società, ampiamente riconosciuta, da sociologi e psicologi, come quella “dell’immagine” è evidentemente molto lontana dal mondo di Hieronymus Bosch (e non solo in senso cronologico). Eppure il medioevo era regolato da così tanti simboli e significati nascosti, da far impallidire il senso di “immagine” che ci è stato inculcato dai mass-media. Tanto vuoti i nostri simboli, quanto ricchi di contenuti “complessi” quelli medievali, che, però, potevano essere decriptati attraverso il “vocabolario comune” dell’epoca, non tanto (o non solo) quello fatto di lessemi; ma, piuttosto, quello composto di segni (semiotici) ben riconoscibili. Proprio quest’ultimo è ormai in larga parte perduto per gli storici e inaccessibile per intero ai non-specialisti. E il senso del mistero, dell’irrecuperabilità di un qualcosa che irrimediabilmente sfugge, è l’aspetto che più di ogni altro ha affascinato Spregelburd, nel venire in contatto con l’opera di Bosch. Il drammaturgo ha cercato di riempire i testi dell’Eptalogiadell’esoterismo che trasuda dalle tavole del pittore fiammingo: «La serie è scritta come se poggiasse su un vocabolario perduto. Così io vedo Bosch […]. Il tempo ha eroso il significato immediato di molti simboli, e il vocabolario medievale è un’incognita per occhi ingenui. Questo mistero è la mia passione» (p. 14).

 

Come sottolinea Cherubini nella sua Introduzione, la corrispondenza passato-presente non è intesa dall’autore come una sostituzione, ma nel senso di una sommatoria (termine usato da Natacha Ross inLa paranoia: claves de su poética in Rafael Spregelburd, La paranoia, Atuel, 2008): a questo farebbe riferimento la sibillina esclamazione di Suor Maria Martha nella Paranoia «“Non parli a me di tentazione, ho conosciuto a fondo i quattordici peccati”» (cit., p. 8). Quattordici sono i peccati, dunque, in un sistema per cui ad ognuno di quelli “originali” ne corrisponde univocamente uno moderno, secondo una precisa griglia di corrispondenze:Inappetenza-Lussuria; Stravaganza-Invidia; Modestia-Superbia;Stupidità-Avarizia; Panico-Accidia; Paranoia-Gola; Cocciutaggine-Ira.

 

Una lettura complessa, dunque, attende chi si appressa all’Eptalogia; ma ciò nondimeno affascinante perché favorisce la riappropriazione di parte di quel dizionario perduto che permette una migliore comprensione del mondo. Tale comprensione è innescata e resa possibile dallo “straniamento” (in senso etimologico) che ha guidato la mano dell’autore e che diviene il punto di vista privilegiato del lettore. Un sistema può essere compreso solo dall’esterno di esso e un’epoca può essere capita solo guardandola da quella successiva. Così, attraverso la rappresentazione della decadenza del mondo moderno, è forse possibile riuscire a comprendere il decadimento morale (ma non solo quello) che si trova a vivere la contemporaneità. In altre parole, come ben sintetizza Cherubini, «Spregelburd ci porta fuori dalla via, per indicarcela».

 

 

di Diego Passera


Copertina del volume I

cast indice del volume


 
 

La copertina del volume II




 
   


 

Dealing in art
2013-02-07 18:59:10

 

Dealing in art

Il collezionismo e il mercato internazionale dell'arte stanno vivendo una stagione di nuovo entusiasmo, sulla scia di una crisi economica e finanziaria che spinge sempre più a investire in beni "rifugio". E' in questo panorama che si muovono una serie di professionisti, il cui compito è intercettare nuove tendenze, incrociare domanda e offerta, ma anche suggerire gli acquirenti sul modo e il momento giusto per valorizzare al meglio le opere.

Sarà dedicato proprio a questi professionisti e al ruolo che rivestono nel comparto artistico "Dealing in Art. Gli operatori del mercato dell'arte", il primo ciclo di seminari che si svolgerà all'Università IULM dal 22 febbraio all'8 marzo, in Aula 141.

Ad aprire la serie di incontri, venerdì 22 febbraio, dalle 10.30 alle 12, sarà Domenico Filipponi, responsabile Art Advisory del private banking Italy network di Unicredit, che affronterà il tema della consulenza specialistica e, in particolare, dei servizi di Art Advisory nel Private Banking.

Giovedì 7 marzo, dalle 15 alle 16.30, sarà la volta di Marta Giani, Specialist Contemporary Art della casa d'aste Sotheby’s, che parlerà di come avviene la valutazione e la stima delle opere. Giovedì 28 febbraio, dalle 15 alle 16.30, Laura Garbarino, International Senior Specialist, Contemporary Art, Phillips de Pury, spiegherà agli studenti il ruolo della casa d'aste nel mercato dell’arte contemporanea. Ultimo appuntamento, venerdì 8 marzo, dalle 10.30 alle 12, con Marco Riccomini, direttore del Dipartimento Old Master di Christie's: al centro dell'incontro il ruolo della casa d'aste nel mercato degli Old Master.

Clicca qui
 per scaricare la locandina di presentazione del ciclo di seminari, organizzato nell'ambito del Corso in Mercato dell’arte e dell’antiquariato tenuto da Alessia Zorloni.

 

Confucio cerca traduttori
2013-02-07 16:37:12

 

Statale e Istituto Confucio in collaborazione con Cathay Pacific annunciano la prima edizione del concorso "Confucio cerca traduttori"  riservato a studenti universitari degli atenei lombardi.

Il concorso si svolge martedì 19 febbraio dalle 13.30 alle 16.30 nell'aula P4 del Polo di Mediazione interculturale e comunicazione in piazza Montanelli 1 a Sesto San Giovanni ( MM1 Sesto Marelli).

In un tempo massimo di 3 ore i candidati devono tradurre un testo letterario e uno tecnico.
Gli studenti italiani/italofoni traducono dal cinese all'italiano, quelli cinesi/sinofoni dall'italiano al cinese.

I vincitori (uno per categoria) si aggiudicano un volo aereo a/r per la Cina offerto da Cathay Pacific conferito ufficialmente a marzo del 2013 nel corso della cerimonia di premiazione che coincide con il China Day.

Per iscriversi inviare una mail a info.confucio@unimi.it entro venerdì 15 febbraio.
La mail deve riportare nell'oggetto: "Confucio cerca traduttori".
Nella mail vanno indicati: nome, cognome, numero di matricola, ateneo di appartenenza e va allegata la scansione del tesserino universitario.

Per informazioni
www.istitutoconfucio.unimi.it
info.confucio@unimi.it

Progetto Erasmus
2013-02-07 16:34:09

Progetto Erasmus


IN AGGIORNAMENTO

Sono usciti i bandi relativi alle borse di studio LLP/Erasmus e i bandi per il conseguimento di doppio titolo presso l’Universidad de Valladolid (E) e la Manchester Metropolitan University (UK) per l'a.a. 2013-2014. La scadenza per la presentazione delle domande è il 4 marzo 2013.


Programma Erasmus


Bando Erasmus - anno accademico 2013-2014

Bando doppio titolo Valladolid (riservato agli studenti del corso di laurea triennale in Mediazione linguistica e culturale) - Domanda

Bando doppio titolo Manchester (riservato agli studenti del corso di laurea magistrale in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale) - Domanda


Scheda personale da allegare alla domanda Erasmus


Promemoria - anno accademico 2013-2014



Sedi universitarie:
Sedi tedesche e austriache
Sedi spagnole e portoghesi
Sedi francesi
Sedi inglesi e irlandesi
Altre sedi
Per ulteriori informazioni sulle Università straniere si possono consultare anche i relativi siti Internet disponibili sul portale d'Ateneo, seguendo il percorso: www.unimi.it > Studenti > Studiare all'estero > LLP/Erasmus > Università partner.


Convalida crediti stage: regolamento e modulistica (Francese, Inglese, Spagnolo e Tedesco)


Per ulteriori informazioni e chiarimenti, gli studenti sono invitati a partecipare all’incontro che si svolgerà l’11 febbraio 2013 alle ore 12,30 nell’Aula Magna del Polo di Sesto.


A CHI RIVOLGERSI (solo dopo aver letto attentamente tutti i documenti)

Aspetti didattici
 Per informazioni sulle sedi e (dopo le selezioni) per la compilazione del Learning Agreement: 
Referenti di sede
• Per aspetti di carattere generale:
Coordinatore Erasmus del Corso di Laurea
Prof.ssa Maria Vittoria Calvi
e-mail: maria.calvi@unimi.it
ricevimento: vedi “chi e dove” su www.unimi.it
• Per ulteriore assistenza, per le procedure indicate nel promemoria e per la consegna delle domande:
Sportello Erasmus del Polo di Sesto
Referente: Elisabetta Chinelli 
@ Segreteria Studenti - Stanza 1079
Orari di apertura: lunedì ore 9-12 * giovedì ore 13.30-15.30
e-mail: erasmus.medlin@unimi.it

Aspetti amministrativi
Ufficio Accordi e relazioni internazionali, Sezione Mobilità
Via Festa del Perdono, 7 - Milano
Orari di apertura: lunedì-venerdì, ore 9-12
tel. 02 503 13501 - 13502 - 13494 - 13495
e-mail: mobility.out@unimi.it

Una commedia in cerca di autori
2013-02-07 16:29:25

Una commedia in cerca di autori

Una commedia in cerca di autori

Un'idea, due atti e un massimo di cinque personaggi per realizzare una commedia brillante che verrà distribuita a Milano e a Roma. La sfida lanciata a tutti i lombardi tra i 18 e 45 anni con la passione per il teatro e la scrittura arriva dal Teatro Martinitt di Milano, organizzatore del bando "Una commedia in cerca di autori".

Il copione dovrà essere spedito entro il 30 marzo e verrà giudicato da una commissione che include rappresentanti dei teatri lombardi e la direzione artistica della società di produzione La Bilancia. Proprio quest'ultima curerà l'allestimento della sceneggiatura vincitrice, che verrà rappresentata al Teatro Martinitt, al Teatro de' Servi di Roma e in diversi teatri della Lombardia.

Consulta all'interno del bando i requisiti e le linee guida per l'ideazione del copione, oltre alla scheda di adesione che dovrà essere compilata dagli autori. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

Inaugurazione Anno Accademico IULM
2013-02-07 16:26:17

 

Inaugurazione Anno Accademico

Università IULM

La Cerimonia di apertura dell'Anno Accademico 2012/2013 si terrà martedì 12 marzo 2013, alle ore 10.30, in Aula Magna.

Ad aprire la cerimonia sarà la Relazione del Rettore, Prof. Giovanni Puglisi. Seguirà la Prolusione della Prof.ssa Carla Barbati, Ordinario di Diritto Amministrativo e componente della Giunta di Presidenza del Consiglio Universitario Nazionale sul tema "I diritti della cultura e la cultura del diritto".

Chiuderà la cerimonia l'intervento della Dott.ssa Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano.

 

Libreria di Comunicazione presso Universita' Iulm
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